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Come esportare vino in USA #02

Seconda parte

TEMPO DI LETTURA 15 MINUTI

INDICE DELL’ARICOLO


LA GUIDA PRATICA

Nel primo articolo di questa mini serie dedicata all’esportazione di vino in Usa (lo trovi qui) abbiamo visto come funziona il sistema legale, quali sono le potenzialità e i rischi del mercato. Ora è tempo di capire quali sono i passaggi pratici burocratici per riuscire a mettere in vendita il proprio vino oltreoceano. Vediamo innanzitutto quali sono i principali organi istituzionali che regolamentano il settore del vino. 


NORMATIVE E ORGANI DI CONTROLLO PER VENDERE VINO IN USA 

La TTB Alchool and Tobacco Tax and Trade Bureau fa parte del dipartimento del tesoro e ha come obiettivo di riscuotere le accise federali su alcol, tabacco, armi da fuoco e munizioni e garantire il rispetto dei requisiti federali di autorizzazione del tabacco e di alcol, etichettatura e commercializzazione per proteggere i consumatori.

Inoltre la TTB vigilia sull’applicazione delle normative della Federal Drugs Administration in materia di alcolici. Chiunque voglia commercializzare bevande alcoliche negli Usa ha bisogno di una licenza rilasciata dalla TTB e deve versare alla TTB le relative tasse e accise federali (nazionali). 

La TTB inoltre verifica la conformità delle etichette di ogni prodotto importato, senza il suo approval, la merce non si sposta dalla dogana. Ma vedremo questo passaggio nel dettaglio più avanti. 

La FDA – Federal Drugs Administration in materia di alcolici, ha la giurisdizione primaria su tutti gli alimenti venduti negli Stati Uniti: ha l’autorità di garantire che tutti i prodotti alimentari venduti sul mercato siano sicuri e adeguatamente etichettati. In generale, la FDA governa la sicurezza degli alimenti e ha l’autorità di agire nei confronti dei prodotti alimentari adulterati , comprese le bevande alcoliche , sia nazionali che importate. Sono soggette a seguire le regole di etichettatura della FDA e non della TTB solo queste due categorie di alcolici:

  1. Vini contenenti meno del 7% di alcol in volume (ABV) (ovvero vini a basso volume di alcol);
  2. Birre a base di sostituti dell’orzo maltato (ad es. Sorgo, riso o grano) e birre prodotte senza luppolo.

Le agenzie ABC, Alchool and Beverage Control sono invece l’occhio statale sul sistema di distribuzione e somministrazione di alcolici. 

Negli Stati Uniti, ogni stato ha l’autorità di regolare la produzione, la vendita e la distribuzione di alcolici all’interno dei propri confini. Ciò significa che le giurisdizioni statali e locali possono avere i propri requisiti oltre a quelli federali. Le leggi e le normative statali variano ampiamente da stato a stato e possono essere più restrittive delle normative federali.

È necessario soddisfare tutti i requisiti statali e locali in qualsiasi stato in cui si intende fare affari .

Le agenzia locali, ABC rilasciano le licenze per operare in quello specifico Stato, sia licenze di importazione, sia di distribuzione all’ingrosso o al dettaglio. I requisiti sono molteplici e la trafila per ottenere una licenza di importazione non e’ affatto veloce. Ne so qualcosa, dato che sono titolare di licenza di importazione in California, se sei curioso di conoscere la mia esperienza con la burocrazia americana e come ho fatto ad ottenerla, ascolta la puntata dedicata sul mio podcast, la trovi qui.


LICENZE, IMPORTATORI E DISTRIBUZIONE: LE CRITICITÀ

Diciamo che il sistema presenta alcune criticità che da anni i vari stakeholders lottano per risolvere, ma di fatto restano realtà consolidate, vediamone alcune insieme:

  1. Ci sono due principali importatori nazionali (Southern Glazer’s wine and spirit e Breakthru Beverages + Republic National Distribution CO.) che rappresentano oltre il 55 per cento del comparto. Il sistema favorisce le grandi multinazionali. 
    I dieci principali distributori statunitensi rappresentano il 73 per cento delle vendite totali di vino.
  2. È una struttura che favorisce i grandi produttori di vino, che possono permettersi di stare al passo con le richieste della grande distribuzione. Quando una catena di distribuzione nazionale decide di mettere in catalogo un vino gli assegna un venditore e spesso chiede alla casa vinicola un contributo alle spese di promozione e vendita, si tratta di cifre importanti che il 90 per cento dei produttori italiani non può permettersi, essendo principalmente realtà a conduzione familiare. 
  3. Ciò che le grandi catene di distribuzione di vino chiedono sono i volumi. Un minimo di 400-500mila bottiglie annue è la norma per un accordo di distribuzione nazionale. 
  4. La confusione normativa non rende un modello di business replicabile in ogni Stato, ma e’ richiesta massima adattabilità e flessibilità. 

GLI OBBLIGHI DI LEGGE PER SPEDIRE VINO IN USA: LA DOGANA

Diventa quindi evidente la necessità di affidarsi a dei professionisti o, almeno agli importatori, per accedere al mercato. È bene però che abbiate in mente quali sono i passaggi burocratici per spedire campioni o vendere vino in USA. 

La lista delle pratiche burocratiche e doganali per l’importazione di vino negli States non è affatto breve, ma si può riassumere in questi passaggi fondamentali da predisporre PRIMA DELLA SPEDIZIONE: 

  • l’etichettatura: i vostri prodotti vanno rietichettati secondo precise disposizioni federali: riportare il nome del vino, la tipologia, il volume d’alcol, il nome e la sede dell’importatore, gli avvertimenti di legge (warnings sulla pericolosità per la salute).
  • il prodotto con le etichette corrette deve ottenere il Certificate of Label Approval (COLA),rilasciato dal Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau (TTB); Questo certificato deve essere rilasciato ogni volta che i tuoi vini fanno accesso in dogana. E’ l’importatore che se ne occupa, garantendo sull’autenticità dei prodotti e la conformità alle normative e la dogana controllerà questa documentazione per ammettere la merce nel Paese. E’ quindi fondamentale che la tua persona di rifermento (importatore o agente) sappia come districarsi nella burocrazia e accelerare le procedure
  • Nel caso si spedisca un vino non importato o dei campioni, bisogna richiedere un COLA WAIVER, ovvero un’eccezione alla regola, indicando perché’ questo prodotto viene spedito: eventi promozionali, marketing etc.., le quantità e le caratteristiche. La richiesta è di etichettarlo come SAMPLE NOT FOR SALE, quindi prodotto non destinato alla vendita. 
  • Anche per spedire campioni è necessario appoggiarsi a un importatore che provveda a richiedere il Cola Waiver 
  • CONSIGLIO: ci sono alcune wine competition che accettano campioni anche di vini non importati. Ne parleremo più avanti nel corso e avrai un elenco di questi concorsi. Lo staff vi guiderà nella preparazione della documentazione. 

E- COMMERCE: SPEDIRE VINO TRA STATI IN AMERICA

Tema spinoso, costantemente in divenire, consiglio di verificare la situazione di volta in volta e con frequenza prima di impostare una spedizione. 

In generale: ogni stato ha le sue regole su chi può spedire vino a chi all’interno e al di fuori del proprio stato. 

Proprio per il sistema a 3 fasi che abbiamo illustrato in precedenza (link a precedente articolo), molti stati impediscono le spedizioni dirette ai consumatori, alcuni le limitano solo alle cantine locali, altri applicano il principio di reciprocità come la California: ovvero se tu, Michigan, mi lasci spedire ai tuoi abitanti, i tuoi retailer, off premise, o produttori possono spedire ai miei. 

Dei 54 stati, territori e stati comuni, tre stati – Alabama, Oklahoma e Utah – proibiscono specificamente la spedizione diretta di bevande alcoliche ai consumatori. Mississippi, Guam, Portorico e Isole Vergini americane non hanno statuti che specificano che le spedizioni dirette sono consentite. Il Massachusetts e la Pennsylvania hanno in atto battaglie giudiziarie per i loro statuti definiti incostituzionali.

Il Delaware ha disposizioni di legge che richiedono che gli ordini vengano elaborati e spediti tramite grossisti autorizzati. L’Arizona, l’Arkansas, la Georgia, il Kentucky e la Carolina del Sud hanno disposizioni di legge che consentono di spedire vino nello stato se acquistato dal cliente in loco presso la cantina. Il Rhode Island consente di spedire solo se acquistato in loco.

Importante quindi nelle scelta dell’area geografica su cui puntare per costruire il mercato usa, prendere in considerazione anche questo fattore. Privilegiate stati più liberali, o e-commerce localizzati in stati più permissivi in modo da poter potenzialmente raggiungere molti più consumatori senza incorrere nei cavilli di una legge del vino a dir poco frammentata. 

Winery Direct Shipping Map

FONTE: https://www.winespectator.com
FONTE: https://www.winespectator.com

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