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Il primo prototipo di trattore a biometano per il Barolo “green” di Fontanafredda

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Un vino nobile, un cru storico, da uve biologiche, e prodotto con l’impiego di un trattore innovativo ad emissioni zero. Sarà il Barolo Vigna La Rosa, Fontanafredda, 2021, un’annata destinata alla storia: per la prima volta una cantina ha aderito a un progetto di ricerca e innovazione capitanato dalla FPT industrial, brand del gruppo CNH industrial, che porterà alla produzione del primo vino a emissioni zero attraverso l’impiego di mezzi agricoli alimentati a biometano. Il prototipo del primo trattore di questo genere è stato impiegato dall’inizio del ciclo vegetativo fino al momento gioioso della vendemmia, a cui ho avuto il piacere di partecipare come curiosa reporter ed emozionata testimone di un momento storico per la sostenibilità ambientale in vigna. 

Le Langhe piemontesi sono uno dei luoghi più affascinanti del nostro Paese, una terra che produce grandi vini, ma anche una terra di sperimentazione e innovazione. Ciò che a volte ci sfugge, e che mi preme sottolineare con questo articolo, è che non c’è affatto contraddizione fra la tutela dell’ambiente, il perpetrare tradizioni contadine e storiche, lustro dei nostri territori, e l’uso della tecnologia a supporto di questo obiettivo. 

MENO EMISSIONI, PIÙ SILENZIO IN VIGNA

Vedere in azione il mezzo agricolo a emissioni zero, il primo prototipo di trattore cingolato New Holland con motore FPT Industrial F28 Natural gas alimentato a bio-metano, mi ha resa consapevole di alcuni aspetti che non avevo considerato, oltre all’ evidente vantaggio del risparmio di CO2: uno fra tutti il minore impatto acustico. Intorno alla vigna in salute vive un ecosistema fatto di insetti e animali selvatici che va preservato e rispettato. Molte aziende oggi mettono in atto protocolli per favorire la biodiversità, ma l’inquinamento acustico dei mezzi con motore a combustione interna tradizionale non agisce sicuramente in questa direzione. Vedere un trattore attraversare le vigne senza percepire il rumore del motore, è qualcosa di meraviglioso: è stato come testimoniare che la natura e la tecnologia possono non solo coesistere, ma collaborare nel rispetto. 

“Si tratta di un trattore che ha le stesse potenzialità e caratteristiche di un mezzo tradizionale – mi racconta Pierpaolo Biffali, vice presidente Product Engineering di FPT Industrial, è cingolato, agile, concepito in modo che possa muoversi anche tra i filari più ripidi in collina. Abbiamo avuto feedback molto positivi dagli addetti che lo hanno utilizzato nei mesi scorsi per i lavori in vigna, sia sulle performance, sia sulla silenziosità e sicurezza. Il propulsore è il cuore del mezzo agricolo, può funzionare sia con gas sia con biometano, è modulare e presto arriverà anche in versione ibrida”. 

Pierpaolo Biffali, FPT Industrial vice president Product Engineering

Il gas naturale come il biometano è una delle opzioni, insieme all’elettrico, della transizione energetica e dell’economia circolare, ovvero del passaggio da un’economia basata sui combustibili fossili alle fonti rinnovabili. “Il biometano in particolare – spiega Biffali – viene prodotto dagli scarti, quindi il nostro mezzo si inserisce in un sistema virtuoso di economia circolare. Infatti i residui verdi dell’attività agricola possono essere impiegati per la produzione del biometano che poi alimenterà i mezzi impiegati in azienda”. Quindi in un sol colpo si risolvono due problemi: lo smaltimento dei rifiuti verdi (potature, sfalci, legno) e il rifornimento energetico della flotta agricola. 

FPT Industrialha introdotto i primi motori a gas naturale venticinque anni fa ed oggi vi sono oltre 55mila esemplari in esercizio, fra camion, trattori ed autobus. L’impegno dell’azienda nel ridurre l’impatto di tutte le attività industriali si è concretizzato anche nella partecipazione ad una serie di partnership, come quelle con Fontanafredda, con Green Pea e Eataly dove è stato presentato il concept Cursor X, un concept che oggi è esposto al Discovery Museum di Torino. 

IL RINASCIMENTO VERDE DI FONTANAFREDDA

Durante la mia visita a Fontanafredda ho avuto modo di affrontare questi temi anche con Andrea Farinetti, figlio di Oscar, che mi ha raccontato i molteplici progetti di famiglia volti a quello che essi stessi definiscono l’imprescindibile “rinascimento verde”: “L’evoluzione tecnologica, la sperimentazione e l’innovazione sono sempre state parte DNA di Fontanafredda, una cantina storica, fondata dal figlio di Vittorio Emanuele nel 1878 e che oggi gestisce ben 120 ettari di vigneti in regime biologico – racconta Farinetti -. FPT e noi abbiamo condiviso un percorso che ha avuto un’accelerazione durante il periodo di lockdown. Fermarci ci è servito per ripartire con ancora più forza ma con l’intento di rimettere la terra al centro. Il rinascimento è stata l’epoca in cui dopo il buio del Medioevo, le carestie e le pandemie, si è ripartiti mettendo l’uomo al centro, oggi noi, con i dovuti parallelismi dobbiamo promuovere un rinascimento verde, che rimetta al centro la natura che durante il lockdown si è ripresa i suoi spazi. 

La partnership con FPT è stato il passo più importante per mettere in atto il rinascimento verde a Fontanafredda, ma ha anche dato il là a una serie di altre azioni sostenibili: packaging completamente riciclabile e da materiali di riuso, dal vetro delle bottiglie alle etichette, tappi in agglomerato di canna da zucchero a impatto carbonico zero, fino al progetto di rinnovamento dell’illuminazione aziendale con Eni che attraverso lampadine intelligenti ha permesso di abbattere i consumi di energia. “Nel mese di ottobre iniziamo anche i lavori per costruire una centrale di cogenerazione nel villaggio di Fontanafredda – aggiunge Farinetti – che ci permetterà di estendere a tutte le strutture sia produttive sia ricettive il teleriscaldamento con metano certificato bianco, ovvero da energia rinnovabile”. È quello che viene definito “effetto spillover”: si inizia da un trattore a biometano e si finisce a ripensare l’intera politica aziendale in tema di sostenibilità. E noi consumatori abbiamo la potentissima arma della scelta d’acquisto per favorire le aziende come FPT e Fontanafredda che si impegnano concretamente per un futuro più verde e sostenibile. Per sorseggiare il Barolo Vigna La Rosa 2021 dovremo aspettare il 2025, ma avrà un sapore unico, quello del rispetto della terra. 

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