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Il vino non è solo natura: Appius 2017 e il genio creativo in cantina

Il vino è il risultato della magica combinazione di molti elementi: la natura, la vite, il terroir, ma c’è un fattore che troppo spesso viene considerato secondario, soprattutto in questa ultima moda dei vini “naturali”. Il fattore umano. Persone come Hans Terzer della Cantina San Michele Appiano e altri eccellenti enologi con il loro estro e la loro arte riescono a esaltare ciò che la natura offre in maniera straordinaria. Sono come scultori che raccolgono con cura e gratitudine una materia naturale e la plasmano per interpretare un momento storico, un’annata, per fermare nel tempo qualcosa che sta accadendo. Questo è, a mio avviso, il senso di Appius, un vino che Hans Terzer produce dal 2010 selezionando il meglio di ogni vigna e di ogni vitigno della cantina San Michele Appiano.

Hanz Terzer è uno dei più rinomati winemaker al mondo; la sua visione, il suo rigore e la sua passione hanno portato la Cantina San Michele Appiano ad essere una delle più importanti aziende d’Italia i cui vini pluripremiati sono presenti nelle carte dei vini dei più importanti ristoranti in Italia e nel mondo. Come ha fatto una cantina sociale a raggiungere questo prestigio e questo successo? Lo racconto nel mio libro Custodi del vino, nel capitolo dedicato all’Alto Adige. Oltre a leggere questa storia affascinante puoi ascoltare e vedere le interviste integrali che ho registrato per scriverla nella sezione Media.

Tornando al vino, Appius ogni anno è differente dai precedenti, anche nell’etichetta, ma mantiene come un unico denominatore la ricerca dell’eccellenza a partire dalle uve che vengono raccolte dalle migliori piante nei migliori vigneti di Appiano. Hans vuole interpretare il meglio di ogni annata.

Ieri sera ho avuto l’onore di sedere accanto ad Hans durante la cena di gala per la presentazione dell’annata 2017: una vendemmia difficile, spigolosa, turbolenta che ritroviamo nelle tensioni di questo vino a base Chardonnay. Un vino che si rivela poco a poco, intimidito forse dal pregiudizio che avverte in noi umani che giudichiamo l’annata non delle migliori. Ma dopo un’ora nel bicchiere ha lasciato intravedere un futuro brillante, di camomilla, liquirizia, olive nere e faggio affumicato, con le note fruttate che piano piano facevano capolino. Un vino da tenere in cantina, come un quadro d’autore, perché si, il vino non è solo natura, è anche io genio di chi lo pensa, lo plasma e lo regala al mondo. Il buon vino è bellezza in tutte le sue forme: selvaggia, semplice e naïf, ma anche sofisticata e sapiente. Ma sempre sincera, mai artefatta.

Per maggiori informazioni su Appius questo è il sito della cantina con schede tecniche e descrizioni dettagliate.

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