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Che vitigno sei? Qual’e’ il tuo supporto essenziale?

In queste giornate di pausa e riflessione mi ha sorpreso notare quante similitudini ci siano tra la pianta di vite e l’uomo. La vitis vinifera, la specie che produce uva adatta alla vinificazione, e’ una delle piante piu’ antiche, con una storia incredibile che attraversa i millenni e i secoli e si intreccia a quella dell’uomo prima in Mesopotamia, poi in Europa, nelle Americhe e in tutto il mondo. E’ una storia affascinante che va di pari passo con quella dell’umanità e della civilizzazione. E’ interessante indagare quali comportamenti hanno permesso a questa pianta di affrontare e superare difficolta’, carestie, imprevisti e sopravvivere fino ai giorni nostri, continuando a regalarci la possibilità di dar vita a quel misterioso e irresistibile nettare che e’ tutto tranne che una bevanda: il vino. 

Forse non tutti sanno o hanno notato che la vite e’ una pianta rampicante. Per vivere e crescere ha bisogno di supporti, naturali o artificiali: un albero, una parete di roccia, i pali utilizzati oggi in viticoltura nei modi piu’ disparati, i fili per orientare e ordinare i tralci. Se ci pensiamo bene anche noi, esseri umani abbiamo bisogno di supporti per crescere ed evolvere. La situazione di isolamento e incertezza in cui ci troviamo mi ha indotta a riflettere su quali siano i nostri “pali, alberi, pareti di roccia”, quegli appigli indispensabili dove aggrapparci per far si’ che le nostre foglie possano raggiungere la luce del sole ed alimentale la nostra linfa per tornare a produrre frutti, a dare un senso alla nostra esistenza. 

In un precedente post su questo blog ho descritto in che modo l’emergenza Coronavirus e la quarantena mi hanno spinta a un necessario e provvidenziale reset di valori. Ho descritto come ora che abbiamo un bene prezioso come il tempo, ne siamo in realtà terrorizzati, di come ci paralizzi la paura di non saper riempire le giornate, le settimane e di come siamo stati tutti costretti a mettere in fila le priorita’, a tornare all’essenziale. 

Oggi voglio invece condividere con voi in che modo la scelta del nostro “supporto” puo’ aiutarci a superare questo momento e darvi qualche spunto sui “supporti” disponibili per noi piante di vite che tentiamo di sopravvivere a un momento di carestia. Le piante di vite, infatti, a seconda della tipologia, ovvero del vitigno, si comportano in maniera molto differente, si sono adattate ai cambiamenti climatici e di territorio con le migrazioni. Alcune di esse necessitano di maggiore esposizione solare, altre di un importante apporto idrico, altre ancora di maggiore protezione dalle intemperie e via dicendo. Chissa’ se come me, anche voi, vi riconoscete in una, o magari in tutte queste casistiche e quali sono i “supporti” che dobbiamo cercare per tornare a fiorire e portare frutto. 

La luce. Supporto spirituale. Meditare. 

Ci sono persone, metaforici vitigni, che hanno bisogno piu’ di altri di un “appoggio” spirituale, le paragonerei a viti che necessitano di molta esposizione solare per maturare i propri frutti. Sapete che cosa fanno questi vitigni? Trovano i modi piu’ ingegnosi per rivolgere il piu’ possibile i tralci verso il sole. E come puo’ aiutarli il buon viticoltore? Con dei sistemi di coltivazione che massimizzano l’esposizione solare, facendo pero’ attenzione a non bruciare fiori o frutti durante la stagione di maturazione. Se fate parte di questa categoria, se cercate conforto nella spiritualita’, vi sarete ritrovati a rivolgete i vostri tralci verso tutte le fonti di luce accessibili in tempo di quarantena. Esempi? Tantissime comunita’ religiose offrono messe e riflessioni in streaming, da ogni parte del mondo. Io ho ritrovato le letture sacre e la meditazione come momenti di riconnessione con Dio, e’ il mio modo di cercare quel supporto senza il quale non potrei arrampicarmi e orientare i miei rami e le mie foglie al sole per sopravvivere. 

L’acqua e i minerali. Supporto pratico. Agire

Alcuni vitigni hanno bisogno invece di maggiore apporto idrico o di nutrienti e allora lottano il piu’ possibile per affondare le radici e cercare minerali e acqua. Lo stesso accade per alcuni di noi, che in momenti come questo hanno bisogno dell’azione, di fare qualcosa, anche piccola, di sentirsi produttivi. Non potendo andare al lavoro o dedicarsi alla vita professionale, se vi riconoscete in questa categoria, per voi l’ideale e’ puntare sulla crescita personale: frequentare un corso online, imparare qualcosa di nuovo, dedicarsi a quell’aspetto della formazione che avremmo tanto voluto sviluppare, ma non abbiamo mai avuto le energie e il tempo per perseguire. Personalmente mi sono dedicata moltissimo in questi giorni alla ricerca di risorse online, ce ne sono moltissime gratuite, sto trovando particolarmente utile skillshare.com dove professionisti dei settori piu’ disparati caricano corsi e lezioni anche gratuitamente. 

La protezione. Supporto umano. Relazionarsi 

Soprattutto nelle aree vinicole piu’ ostili dal punto di vista climatico o geologico, le piante di vite hanno bisogno di protezione. Nelle isole Eolie per esempio o nel sud della Francia tirano venti fortissimi in certi periodi dell’anno, che rischiano di spezzare i rami delle piante di vite, mettendo a rischio la loro capacita’ produttiva. Vengono adottati quindi dei sistemi di coltivazione speciali per preservare le viti: vengono piantate in buche scavate nel terreno o potate basse in forma di alberello, per esempio, perche’ il vento scivoli sopra di esse e non le colpisca in pieno. 

E’ quello che sta capitando anche a noi oggi: forti tempeste, grandine, vento, rischiano di danneggiare i nostri tralci e di ridurre le possibilità di sopravvivere a questa crisi sanitaria ed economica. Cio’ che viene messo a dura prova e’ soprattutto la nostra resistenza psicologica. E allora in questo caso il nostro “supporto” e’ la protezione affettiva, l’affetto umano, il nostro innato istinto di relazione. Non possiamo farlo in persona, ma e’ vitale che lo facciamo con tutto cio’ che la tecnologia ci mette a disposizione. Se vi sentite particolarmente bisognosi di questa protezione umana, vi consiglio di cercare tutti quei professionisti che offrono supporto psicologico online, oppure di condividere le vostre emozioni e i vostri pensieri sui social media o nelle chat di famiglia. Non abbiate paura a mostrarvi vulnerabili con gli altri, perche’ il vostro stato d’animo e’ sicuramente lo stesso di qualcun altro che dall’altra parte della tastiera o dello schermo troverà un briciolo di conforto nel leggere che non e’ solo. Il mio modo di farlo? Scrivere, lasciare le parole fluire sulla tastiera e provare l’immensa gioia nel leggere i vostri commenti e le vostre email nei giorni successivi. Perche’ anche noi, come le piante di vite, sapremo trovare il supporto di cui abbiamo bisogno per tornare a portare frutti che diventeranno un gran vino, di un’annata memorabile, da collezione, senza dubbio. 

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