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Flessibilità nel business come in vigna, il vino corre online

Forse siamo ancora troppo scioccati da quanto sta accadendo per pensare al futuro, ma se c’e’ una cosa che ho imparato da imprenditrice negli Stati Uniti e’ che la velocità nell’adattarsi a una nuova situazione può fare la differenza tra la sopravvivenza, la chiusura definitiva o il rilancio di un’azienda. Esattamente come ci insegna ancora una volta la pianta di vite che sa adattarsi ai terreni e alle condizioni climatiche piu’ disparate e disperate. Siamo proprio in uno di quei momenti storici in cui questa capacita’ e’ più che mai preziosa, indispensabile, vitale. Gli effetti sull’economia del Coronavirus stanno già picchiando duro anche qui, oltreoceano, la mia seconda patria, the land of opportunities, la terra delle opportunità. Il solo settore della ristorazione stima una perdita di 225 miliardi di dollari e un taglio di 7 milioni di posti di lavoro da Est a Ovest della nazione. Con i provvedimenti di lockdown messi in atto da alcuni dei più importanti Stati (economicamente parlando), ovvero California, New Jersey, Washington e New York, e promossi anche da altre zone degli Usa con focolai di contagio attivi, di fatto ristoranti, pubs, hotels e cantine stanno fronteggiando mesi di chiusura totale, come succede anche in Italia e in buona parte dell’Europa. 

Ciò che mi ha affascinato in questo quadro drammatico e’ come le aziende del settore si siano inventate in poche ore dei modelli di business alternativi per cercare di tamponare le perdite e per adattarsi alla nuova situazione di mercato che e’ destinata a durare molto piu’ di qualche settimana. Ecco allora una sintesi di spunti e iniziative per chi lavora nel settore del vino o della ristorazione e può approfittare di questo tempo sospeso per riorganizzarsi e pensare al futuro. Perché penso che molte di queste pratiche e nuovi servizi possano essere la nuova frontiera del mercato del vino in futuro, in un mondo che sta volgendo, volente o nolente, sempre di più verso la digitalizzazione. Possono essere un’opportunità di espansione e di crescita, perché dopo ogni crisi, c’e’ sempre la risalita e dobbiamo essere pronti. 

LE DEGUSTAZIONI VIRTUALI e I WINE CLUB

Non mi dilungherò nel raccontarvi che il 90 per cento delle cantine si e’ organizzato per le consegne a domicilio o le spedizioni gratuite e le vendite online, perché si tratta di un servizio che le aziende americane offrono da anni ai propri clienti, sotto forma anche di abbonamenti o wine clubs. Mi sorprende come molte cantine in Italia abbiano esplorato questa opzione solo ora, perché costrette. 

Ciò che molte aziende nei giorni scorsi hanno implementato e’ la vendita online di veri e propri pacchetti per la degustazione virtuale. Un esempio di successo e’ Parallel Winery in Napa Valley, California, che offre sul proprio sito web pacchetti di degustazioni online, spediti a casa, con vini, note tecniche, suggerimenti per l’abbinamento con il cibo e la possibilità di prenotare una degustazione guidata via Skype o altri canali web direttamente con l’enologo o il personale della cantina. Inman Family winery in Sonoma Valley ha programmato invece una serie di appuntamenti in diretta su Facebook intitolati “Meet the Maker”, per accedere alle dirette su Facebook basta acquistare un pacchetto di tre vini (tre rose’, tre Pinot Noirs, o una selezione di bianchi, rossi e rosati) e verranno poi fornite per email le indicazioni per accedere al webinar con il produttore. Dirty and Rowdy in Santa Rosa, Sonoma county, organizza su Instagram dei veri e propri dibattiti live con il personale della cantina e chi ha acquistato i vini online. Una sorta di appuntamento sociale per appassionati, via web, durante i quali ci si scambiano opinioni sui prodotti, si raccolgono richieste e si impara direttamente dall’enologo o dal viticoltore le tecniche di produzione e le scelte creative. Sono solo alcuni esempi che possono essere presi come spunto da adattare al proprio prodotto e alla propria clientela. 

In questo momento un altro strumento da considerare e’ il wine club: molte cantine negli Usa fidelizzano i propri clienti privati offrendo una sorta di abbonamento su base mensile o trimestrale che garantisce la spedizione automatica di una prefissata quantità di vino con cadenza da concordare. Chi aderisce al wine club ha notevoli vantaggi, come le spese di spedizione gratuite, uno sconto sul prezzo delle bottiglie e il diritto di anteprima sulle nuove uscite. Se vi interessa l’argomento ho registrato un intero episodio del mio podcast su questo tema. 

I SOMMELIER ON CALL e LA CARTA DEI VINI TO GO

Oltre alla vendita diretta delle cantine, l’altro settore più penalizzato da questi lockdown e’, come abbiamo accennato all’inizio di questo articolo, la ristorazione. In via eccezionale durante questo periodo e’ stato concessa ai ristoranti l’opzione di consegnare a domicilio non solo i pasti, ma anche gli alcolici e i cocktail, cosa altrimenti vietata secondo la regolamentazione federale della distribuzione di vini e spiriti. La creatività e lo spirito imprenditoriale americano si sono quindi scatenati sul tema. 

Molti wine restaurant e bistrot, soprattutto nello stato di New York e a Washington D.C. si sono attrezzati per confezionare cocktail da poter consumare a casa, fornendo non solo la bevanda ma anche tutti i condimenti e gli accorgimenti estetici per ricreare l’effetto visivo, dalla scorza di arancia, al fiorellino, dall’oliva alla granella di zucchero. 

Alcuni si sono spinti ancora oltre offendo mix congelati contenenti tutti gli ingredienti in comodi cubetti da scongelare e assemblare a casa all’occorrenza. 

Molti ristoranti offrono sconti sulle carte dei vini e un servizio a chiamata di consulenza con il proprio sommelier. Una telefonata o una video conferenza per consigliare i migliori vini in offerta per completare la propria cena a domicilio e approfondire l’arte dei wine and food pairing con un professionista. E se il ristorante non ha tra i suoi dipendenti un sommelier o un wine director? Società come The Savvy Shopper offrono “Call a Somm” , un consulente a chiamata che puo’ guidare il cliente nella scelta e fornire per email una lista della spesa per futuri ordini online in base ai propri gusti e alle esigenze personali. 

CANCELLATE LE FIERE TRADE, CHE SI FA? 

Con Prowein cancellato, le trasferte azzerate e Vinitaly ora rinviato, ma destinato a saltare con molta probabilità, come può una cantina pensare di raggiungere potenziali importatori sul mercato statunitense? Il mio primo consiglio e’ quello di rivolgersi a un consulente o un export manager basato negli Stati Uniti: una persona competente, con gli agganci giusti, che può muoversi liberamente sul territorio nazionale. Il secondo consiglio e’, attraverso questo consulente, fissare una serie di appuntamenti virtuali per l’assaggio dei campioni. Basterà inviare ai destinatari le bottiglie, fissare giorno e ora, collegarsi e condurre il meeting di lavoro in videoconferenza. Non sarà come avere il buyer ospite in Italia, a visitare la cantina, ma e’ sicuramente meglio di niente: anche il vostro interlocutore, credetemi, preferirebbe essere in Italia, a farsi viziare dal nostro senso di accoglienza e dalle nostre prelibatezze. Queste video chiamate non faranno altro che far crescere l’attesa e l’aspettativa per quando gli operatori statunitensi potranno tornare a visitarvi in persona e riscoprire i piaceri della nostra cultura enogastronomica. 

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